Roberto Camerin

DICONO DI ME: “…IL PROCESSO DI ABBATTIMENTO E STABILIZZAZIONE DEGLI SCARTI È STATO MOLTO RAPIDO…”

Mi farebbe molto piacere raccontarti alcune esperienze di clienti che, grazie all’implementazione del Metodo scarto Zero, sono riusciti ad avviare un processo di abbattimento e stabilizzazione degli scarti molto rapido.

Naturalmente, ti suggerisco di collegarti alla pagina “Testimonianze” del mio blog per leggere di persona alcuni dei feedback che i miei clienti mi hanno lasciato.

In ogni caso, te ne riporto alcuni.

Nuova Framar Srl

Consiglierei questo metodo di lavoro ad altri responsabili del mio calibro, nel mio ruolo, perché, oggi, lavorare in qualità non significa solo cercare di prevedere eventuali fallimenti del processo o difetti che possono insorgere sul prodotto finito”.

Giovanni Lanfranchi Spa – Lampo

Da qui nasce la voglia di fare ancora meglio: aumentare il numero di impronte, ridurre ulteriormente gli scarti di produzione, tenere sotto controllo le porosità che, in alcune finiture molto spinte, devono essere assolutamente evitate”.

Cast System Srl

Avevamo il problema dello scarto incontrollato su alcuni prodotti di alto livello (significa che in alcuni lotti non avevamo scarto mentre in altri lotti potevamo anche raggiungere il 20-30%) nonostante la produzione avvenisse sempre con lo stesso stampo, la stessa macchina, con le stesse impostazioni di processo”.

Queste sono solo alcune delle informazioni che puoi trovare.

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DICONO DI ME: “…FINALMENTE SIAMO RIUSCITI A COLLEGARE LA FONDERIA CON L’UFFICIO TECNICO…”

Continuo raccontarti cosa dicono di me i miei clienti: “…finalmente siamo riusciti a collegare la fonderia con l’ufficio tecnico…”.

In effetti, le due competenze sono estremamente scollegate tra loro.

Ti suggerisco di collegarti alla pagina “Testimonianze” del mio blog per leggere di persona alcuni dei feedback che i miei clienti mi hanno lasciato.

Se sei impegnato, eccone alcuni.

Metal P Group Srl

Finalmente siamo riusciti a collegare l’ufficio tecnico con la fonderia”.

Sobinco (BE)

Before meeting Roberto, there was a gap between the theoretically calculated values and the results recorded in production. The ‘feeling’ of the Zamak process between engineers and operators was also different”.

Nuova Framar Srl

Il metodo di Roberto mi ha colpito subito per la sua semplicità e per il ridotto numero delle iterazioni che ci hanno permesso di ottenere il risultato finale, direttamente in fonderia”.

Queste sono solo alcune delle informazioni che puoi trovare.

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DICONO DI ME: “…ECCO QUALCUNO CHE LAVORA ANCHE IN FONDERIA…”

Ho deciso di raccontarti cosa dicono di me i miei clienti; ad esempio: “…ecco qualcuno che lavora anche in fonderia…”

Potrebbe sembrarti una cosa scontata ma non lo è affatto.

Ti suggerisco di collegarti alla pagina Testimonianze del mio blog per leggere di persona alcuni dei feedback che i miei clienti mi hanno lasciato.

Se non hai tempo, te ne riporto alcuni di seguito.

Metal P Group Srl

La vera novità che Roberto ha portato nella nostra azienda è stata la verifica in fonderia, insieme ai miei collaboratori, di quanto abbiamo visto in ufficio di progettazione, grazie alla sua esperienza diretta sul campo”.

F & G Srl

La cosa veramente interessante che Roberto ha portato nella nostra azienda è stata la verifica in fonderia di quanto abbiamo visto e studiato insieme nei corsi: finalmente abbiamo capito cosa sono le curve di iniezione, come si usano per regolare il processo, per rendere misurabili tutte le variabili che possiamo misurare riducendo ai minimi termini le incognite che entrano in gioco durante la produzione in fonderia”.

Anselmi & C. Srl – Member of Simonswerk

Roberto si è dimostrata una persona competente, professionale, con un approccio molto discreto, e mi è piaciuto anche il suo modo di fare: incredibilmente, mi stava parlando di quelle cose che da sempre ho cercato e mai sono riuscito a trovare nel corso della mia esperienza lavorativa nel campo della pressofusione zama”.

Cast System Srl

Ci è piaciuto molto anche il metodo pratico, perché avevamo visto anche altre possibilità molto più accademiche, molto più difficili da comprendere per tutti, perché noi volevamo coinvolgere vari reparti, tra i quali anche la fonderia, con le persone che regolano quotidianamente le macchine e non potevamo arrivare in fonderia con “toni universitari”: questo approccio ci ha fatto decisamente scegliere”.

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CHI SFRUTTA L’EMERGENZA COVID PER ARRICCHIRSI ALLE TUE SPALLE

Siamo abilissimi a complicarci l’esistenza.

Abbiamo capacità al di sopra della media nella gestione delle emergenze, ma quando dobbiamo fare prevenzione lasciamo molto a desiderare…

I mesi di marzo, aprile e maggio 2020 hanno rappresentato per tutti noi un momento di shock, smarrimento, paura, ansia e rabbia.

Purtroppo, il nostro Paese ha dovuto pagare un carissimo prezzo in termini di vite umane, per responsabilità dell’incuria, della superficialità, della scarsa conoscenza delle cose, della sottovalutazione di eventi ritenuti poco influenti per la sicurezza delle persone.

La storia insegna che, in questi casi, generalmente, si va alla rapida ricerca di un capro espiatorio, per consegnare un colpevole a chi è alla ricerca di giustizia.

Forse ci stiamo dimenticando una cosa piuttosto banale.

Chi è realmente responsabile di tutti i fatti funesti e sconcertanti che sono accaduti in un tempo così breve?

Andando oltre la singola responsabilità, tutti noi dobbiamo fare una sincera analisi di coscienza, per capire dove ci sta portando la nostra mentalità approssimativa, opportunista, a volte disonesta e poco seria.

Andando oltre la rabbia e lo sconcerto che mi hanno procurato questi eventi, vorrei concentrarmi sulle mie responsabilità e sulla mia missione quotidiana, restando collegato al mio mondo, alla mia realtà quotidiana: la fonderia.

Vorrei capire in maniera precisa, se questa mentalità approssimativa, opportunista, a volte disonesta e poco seria può restare fuori da questo mondo per evitare di mettere in seria difficoltà chi cerca quotidianamente di lottare con le sue inefficienze e i suoi problemi di produzione.

Proprio questa mentalità ha messo in ginocchio la nostra economia e le nostre aziende, portando i nostri costi di produzione alle stelle, costringendo lo Stato ad attingere denaro in maniera sempre più pesante dalle tasche dei suoi imprenditori, tagliando i margini di investimento e riducendo il guadagno dei suoi numerosi e coraggiosi lavoratori autonomi.

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EMERGENZA COVID IN FONDERIA: LO STATO NON ESISTE

Sono certo che sarai d’accordo con me: se possiedi una fonderia ti sarai accorto che lo Stato non esiste.

In quello che possiamo considerare uno dei periodi più bui della nostra repubblica, proprio quando avevamo bisogno di un supporto concreto, protezione, aiuto, speranza, positività, una mano affettuosa e materna che si appoggiava sulla nostra spalla e ci proteggeva come una vera madre protegge e accudisce i suoi figli, siamo stati abbandonati a noi stessi nella vana speranza di promesse non ancora mantenute, in balia di azioni che hanno scavato una fossa ancora più profonda che separa i cittadini di serie A dai cittadini di serie B.

Conosco persone che, ad oggi, dopo 5 mesi dall’inizio dell’inferno chiamato “lock down”, non hanno ancora ricevuto un centesimo di cassa integrazione dallo Stato.

Eppure lo stesso Stato, la stessa madre che ha dimenticato i suoi figli in balia della tempesta del secolo, non ha dimenticato in passato di effettuare una serie di tagli, soprusi, forzature, oltraggi che abbiamo dovuto subire, dovendo inventare l’impossibile per restare  galla e arrivare a fine mese con le nostre aziende.

Ecco cosa avresti potuto leggere in un articolo del 2016…

“Negli ultimi 20 anni il gettito tributario è aumentato dell’88%, da 258 a 486 miliardi di euro, il Pil nominale (a prezzi correnti) è cresciuto del 64% e quello reale del 9%.

Ogni volta che i governi italiani hanno voluto risanare i conti, lo hanno fatto alzando le imposte.

E quando il peso del fisco calava, saliva sempre il debito.”

Posso anche rincarare la dose…

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LA FOLLIA E IL CORONAVIRUS STANNO DISTRUGGENDO IL TESSUTO INDUSTRIALE ITALIANO

È follia pura!!!

Non diamo la colpa solo al coronavirus: stiamo distruggendo con le nostre mani le nostre vite, la nostra dignità, la nostra economia, le nostre aziende e, dulcis in fundo, anche le nostre fonderie.

Gente nel panico che assalta i supermercati, sciacalli che aumentano i prezzi dei prodotti più ricercati (mascherine e disinfettanti), aziende completamente bloccate o chiuse, cittadini lombardi e cittadini delle provincie più colpite dalla diffusione del virus in “quarantena forzata”, connazionali bloccati alle frontiere con altri Paesi, cittadini irresponsabili che scappano dalle zone rosse prima di restare bloccati nelle provincie del contagio e molto altro…

Le borse mondiali sono a picco, i carcerati in rivolta, i nostri medici, i supereroi del nostro sistema sanitario nazionale, stanno lavorando giorno e notte per salvare la vita dei nostri cari, dei nostri cittadini più anziani e più deboli, trovandosi di fronte alla difficilissima e dolorosissima scelta di far sopravvivere solo chi ha più possibilità di farcela e di “donare con il cuore aria da respirare” solo a chi ha la fortuna di trovare un respiratore artificiale libero.

Già: molti di noi hanno avuto comportamenti irresponsabili che hanno contribuito alla diffusione del virus ma anche gli stramaledetti, folli e indiscriminati tagli alla pubblica amministrazione e alla sanità operati negli ultimi anni ci hanno portato alla riduzione forzata della nostra libertà, costringendo i nostri supereroi a dover fare scelte dolorose: scommetto che chi ha operato questi tagli si troverà sempre nella lista più opportuna e con la coscienza a posto…

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NESSUNO GUARDA PIÙ LA QUALITÀ: PER IL TUO CLIENTE È UNA COSA SCONTATA!

Una definizione molto generale della qualità è alla base della normativa internazionale, contraddistinta dalla sigla ISO 9000, che regola le produzioni di ogni genere.

Questa normativa definisce la qualità come “l’insieme delle caratteristiche di un prodotto o di un servizio che conferiscono ad esso la capacità di soddisfare esigenze espresse o implicite“.

E’ evidente che la qualità non può essere definita in termini assoluti, nasce piuttosto dai bisogni e dai desideri dei consumatori.

Visto che questi cambiano nel tempo, anche il concetto di qualità è dinamico e si è evoluto nel tempo.

Nei vari settori industriali, il concetto di qualità si è profondamente trasformato a partire dagli anni del dopoguerra.

Fino agli anni che precedettero la seconda guerra mondiale il mercato offriva una scarsa scelta di prodotti, presenti in quantità non elevate; tuttavia era usuale una produzione famigliare di parecchi prodotti.

Non esisteva la produzione industriale, ma tante piccole realtà artigianali.

Nella seconda metà degli anni Cinquanta si verifica il cosiddetto boom economico, che coinvolge tutto il tessuto industriale nazionale.

I consumi generali lievitano e cambiano le abitudini, le esigenze e le necessità dei cittadini.

Nelle aziende di produzione la qualità è un requisito del prodotto finito che deve essere controllato.

Il controllo avviene alla fine del processo produttivo: quando un prodotto non presenta determinate caratteristiche viene escluso dalla vendita.

Sulla produzione si effettua un controllo qualitativo di tipo statistico ( quanti prodotti scarto ogni 100 pezzi?) per cercare di realizzare sistemi in grado di produrre con qualità sempre più elevata e minimi scarti per avere una produzione con una qualità costante.

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ZAMA E ALLUMINIO ALLA CONQUISTA DEL SETTORE AUTOMOTIVE

Non ci sono dubbi: zama e alluminio stanno sostituendo le leghe ferrose nei cicli produttivi delle automobili attualmente in fase di assemblaggio presso gli stabilimenti delle case automobilistiche più note.

Naturalmente esistono molteplici ragioni che hanno permesso questo grande risultato in tempi ragionevolmente brevi.

È innegabile il fatto che la tecnologia della pressofusione ha permesso di innescare efficacemente questo processo di conversione, permettendo di produrre pezzi di buona qualità, con tempi ciclo molto ridotti e costi decisamente più bassi.

Inoltre, con la pressofusione, spesso, non sono necessarie ulteriori lavorazioni dopo la fusione.

Questa tecnologia, non solo permette una precisione sui pezzi del 99.8%, ma permette l’utilizzo diretto dei prodotti grezzi, poiché hanno comunque una finitura esteticamente piacevole.

Tuttavia zama e alluminio hanno campi di applicazione differenti e sono in grado di soddisfare necessità qualitative ampiamente differenti tra loro.

Cerchiamo di capire quali sono i plus delle due leghe che stanno permettendo di creare una vera e propria riconversione industriale del settore, a partire dagli anni della crisi del petrolio.

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COME OTTIMIZZARE IL TUO INVESTIMENTO NELLA PRESSA NUOVA A PARTIRE DALL’INIEZIONE

Se stai valutando l’acquisto di una nuova pressa, hai trovato qualcosa di decisamente interessante da leggere.

Prova a rispondere a queste domande.

Se decidi di acquistare una nuova pressa, cosa valuti prima di tutto per ottimizzare al massimo il tuo investimento?

Guardi solo il prezzo di acquisto?

Valuti forze di chiusura o pistoni differenti rispetto alle macchina che hai acquistato o sei disposto ad analizzare soluzioni migliori in grado di ridurre i tuoi costi di produzione e di aumentare la cadenza produttiva degli impianti?

Cosa pretendi dall’iniezione della macchina che stai per acquistare?

In effetti il gruppo iniezione di una pressa rappresenta il cuore della macchina e conoscere bene cosa si nasconde dietro alle nuove tecnologie per ottimizzare i profili di riempimento degli stampi diventa strategico per indovinare al 100% il tuo nuovo investimento.

Oggi, le presse sono dotate di soluzioni tecnologiche particolarmente interessati e performanti rispetto al passato.

Ecco alcuni aspetti legati al gruppo iniezione che dovresti valutare, nel momento in cui stai per acquistare una nuova macchina.

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QUANTO INCIDE REALMENTE LA MATERIA PRIMA SUL COSTO PEZZO?

È arrivato il momento di fare due conti molto semplici.

Quanto costa realmente produrre un pezzo, un articolo o un accessorio nella tua fonderia?

Generalmente quali sono i principali parametri che incidono nei costi di produzione?

Sicuramente prevenire è meglio che curare!

Proviamo a concentrare il nostro focus, per l’ennesima volta, sul concetto di “scarto di produzione”.

È strategico mettere l’efficienza di ogni azienda in primissimo piano, facendo molta attenzione ad evitare gli sprechi, ad ottimizzare i costi di produzione, ad investire in maniera mirata e precisa, a lavorare in maniera chirurgica verso l’ottimizzazione dei propri cicli produttivi.

Come dicevo, è arrivato il momento di fare due conti molto semplici.

Quanto costa realmente produrre un pezzo, un articolo o un accessorio in fonderia?

Generalmente quali sono i principali parametri che incidono nei costi di produzione?

Iniziamo ad analizzare i parametri che entrano in gioco nella stima che ora proveremo ad immaginare insieme.

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