GRITTI GROUP SPA

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Ing. Ermanno Gritti – presidente

La mia azienda ha quasi 100 anni di storia; il fondatore è stato mio nonno nel 1924 e io sono in azienda da 46 anni.

L’azienda era conosciuta nel mondo, soprattutto, per il bottone naturale in madreperla, almeno fino a 25 – 30 anni fa.

Successivamente, con l’acquisizione di un azienda di Palazzolo, la Ocean, trasferita in seguito presso la sede di Grassobbio, abbiamo introdotto anche il metallo.

Il grappo è internazionale, con una sede produttiva in Vietnam ed altre sedi a Hong Kong, New York, Londra, Parigi e, sostanzialmente, nei principali mercati di settore.

L’incontro con l’Ing. Camerin è nato dalla mia necessità di far partire il progetto della pressofusione zama presso la sede produttiva in Vietnam.

Per questa ragione, grazie alla segnalazione di un mio fornitore, sono venuto in contatto con lui, con l’obiettivo di fare formazione teorica e pratica al tecnico vietnamita che avrebbe preso in consegna la responsabilità della buona riuscita del progetto che avevo in mente e che abbiamo iniziato e mettere in pratica circa un anno fa.

Dal punto di vista teorico, abbiamo fatto un salto di qualità importante.

Dal punto di vista pratico abbiamo ancora da consolidare alcune necessità, legate, in parte, al fatto che abbiamo dovuto migliorare la tecnologia degli impianti presenti in azienda.

In parte abbiamo anche dovuto affrontare problematiche legate al fatto che i subfornitori che stiamo cercando in Vietnam non sono preparati e pronti nelle consegne come accade in Italia.

Non ultimo è il problema di acquisire in Vietnam una nuova clientela, abituata storicamente alla fornitura di prodotti differenti da parte della mia azienda.

Abbiamo ancora da risolvere il problema della galvanica (la finitura è strategica nel nostro settore) che, non essendo interna, deve essere delegata ad una attività di subfornitura: i bassi numeri odierni non ci mettono in primo piano rispetto alle necessità che in questo momento abbiamo nei confronti nel fornitore.

In effetti il passaparola mi ha permesso di conoscere l’Ing. Camerin: il nostro fornitore di macchine per pressofusione ci ha messo in contatto e abbiamo iniziato questa collaborazione.

Suggerirei il suo servizio a un titolare di azienda, a una figura simile alla mia, nel momento in cui abbia la necessità di dover approfondire nozioni tecniche e teoriche importanti, non perfettamente conosciute dai tecnici delle aziende che costruiscono e progettano gli impianti per pressofusione, limitandosi costoro solo ed esclusivamente al corretto utilizzo della macchina, non approfondendo in maniera adeguata le conoscenze dello stampo.

Pur trattandosi di un processo apparentemente non complesso, in realtà è necessario approfondire in maniera dettagliata i parametri chimici e fisici che determinano la qualità del prodotto finale, sia a livello di processo (impianti), sia a livello di stampi.

È stato importante anche capire come modificare l’ultima macchina introdotta in azienda per ottenere un feedback affidabile relativo alla regolazione ottimale del processo.

In sostanza, ho notato un approccio notevolmente differente rispetto a quello che ho visto in passato nei miei collaboratori del reparto della zama.

Loro regolavano la macchina in maniera molto approssimativa, magari anche con buoni risultati in alcuni casi, ma senza avere la precisa coscienza di quanto avevano impostato nei parametri di processo (senza un nesso logico preciso tra causa ed effetto).

Oltre alla migliore conoscenza del processo e dei parametri ottimali di lavorazione, questa rappresenta, senza dubbio, la miglioria più importante che abbiamo introdotto nella gestione degli impianti.

Anche il suo software, sebbene fosse una release datata, è stato utilissimo per rendere misurabili molti parametri che non si possono ricavare facilmente durante il riempimento degli stampi.

Il tecnico in Vietnam sta attualmente utilizzando questo strumento per proseguire nel percorso di analisi, calcolo e monitoraggio dei parametri iniziato in Italia.

Il direttore della sede vietnamita, ha chiesto esplicitamente di poter usufruire di un percorso formativo simile a quello fornito al suo tecnico, anche per poter far fronte ad eventuali turnover, abbastanza frequenti in questi Paesi.

Essere pronti e preparati rispetto a questa eventualità, permette di evitare di ripartire da zero.

In secondo luogo, per lui, è importante avere una supervisione da parte dell’Ing. Camerin in merito a quanto si è fatto di buono in fonderia nel corso di questo ultimo anno.

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